IL Romitorio
La Chiesa
Crochi
Allaro Bassa
Allaro Alta
Panorami

 

 

Ringrazio di tutto cuore Don Ilario Dichiera invitandovi a leggere anche delle preghiere e canti sulla Madonna di Crochi da lui gentilmente inviatami insieme a gran parte del testo pubblicato in questa pagina

Crochi è un gruppo di case poco distante da Caulonia di Reggio Calabria. Le anime di questo piccolo centro sono state e sono molto devote, unite da vincoli e sentimenti improntati alla spontaneità, alla cordialità ed al rispetto proprio e del prossimo. Documenti e tradizione orale vogliono che per la costruzione della chiesetta si siano constatati avvenimenti tanto strabilianti e straordinari da scuotere gli animi dei pochi abitanti di allora e che pure oggi turbano la mente di chi li rivive.
Nel passato gli abitanti di questo agglomerato volevano costruire la loro chiesa nella vallata e proprio in prossimità dell'argine del fiume Amusa. I Campisi, che erano proprietari del terreno, si opponevano, aiutati dall'involontaria collaborazione del fiumiciattolo Amusa, che distruggeva parte di ciò che si costruiva il giorno. In tal modo non si riusciva a realizzare il sacro edificio. Per questo motivo gli abitanti di Crochi decisero di spostarne la costruzione sulla roccia che sovrasta tuttora la vallata. Anche per la nuova ubicazione si incontrarono difficoltà. Infatti un pastore, che qui teneva il suo gregge, non intendeva abbandonare il luogo. Dinanzi a tale diniego, quelli che si prodigavano per la costruzione della Casa di Dio cercarono, in ogni modo e con le buone maniere, di convincere il pastore testardo di spostarsi altrove. Non accettò l'invito e ai saggi abitanti che tanto si erano impegnati per convincerlo non restò altro che dire, quale monito, se non: la Madonna provvederà.
Dopo un po' di tempo il pastore dovette contare la morte giornaliera di cinque o sei pecore e se ne chiedeva la spiegazione. Ben presto comprese la ragione della moria ricordando le parole pronunciate dagli attempati e buoni anziani. A quel punto seppe trovare la soluzione migliore a tale danno abbandonando il luogo in cui doveva ubicarsi la chiesetta.
I vecchi del villaggio racimolarono dell'oro da tutti i fedeli del posto e con esso fecero un filo che venne usato per tracciare il perimetro e quindi iniziare le fondamenta della chiesa. A mano a mano che i lavori procedevano l'oro del filo veniva restituito a chi lo aveva donato.
Questo tempio di preghiera era stato voluto da un fraticello eremita non sacerdote, che però veniva tenuto in grande considerazione anche di santità. A questi si rivolgevano gli abitanti dei luoghi per ottenere consigli, "loro dicevano miracoli".
Da questo eremita si recò anche la figlia del principe Carafa di Roccella, signore del territorio, a nome Annabella. Ella era muta, si portava in quel luogo di preghiera per chiedere il miracolo di poter parlare. Quando arrivò al fiumiciattolo dovette saltare per passare all'altra sponda, ma in tale atto il suo velo si impigliò in un roveto e la ragazza balbettò involontariamente le sillabe: croc cric, altri dicono Crochi, da cui il nome del paese. Questo quanto vuole ricordare la tradizione orale.
Il principe Carafa, memore della promessa fatta come voto, che nella chiesa in cui la figlia avrebbe riacquistato la parola, lì avrebbe donato una statua della Madonna ad immagine e somiglianza della figlia, non venne meno all'impegno assunto. E la madonna che qui si vede ne è la testimonianza. Le sue braccia conserte e poste sul petto pare che vogliano abbracciare tutti t tutti stringere al cuore.

Ora però non si può non riportare anche delle scoperte dalla lettura di un anonimo dattiloscritto e di altri documenti.
Notizie che sembrano molto attendibili, ben circostanziate e storicamente reali.
La lettura ci riporta alquanto indietro nel tempo: nel 1913. In una notte di quell'anno un bagliore luminoso carpì l'attenzione di un vecchio eremita a nome Pio. Si trovava a costeggiare, con il suo asinello, il torrente Amusa, quando accadde il fenomeno. Il buon eremita pensando che qualcuno potesse aver bisogno di aiuto, subito si prodigò per portare il proprio contributo. Giunto sul posto notò il fuoco che continuava ad ardere, ma senza presenza umana, nonostante i suoi richiami. Spenta la sorgente luminosa riprese il suo cammino verso Crochi. A dire il vero il fenomeno si ripetè dopo sei o sette giorni, e l'eremita si comportò allo stesso modo, ma ritornando alquanto turbato in paese. Passò la notte agitato, eccitato dal pensiero di quella fiamma ardente. L'albore del nuovo giorno lo spinse a recarsi li dove aveva notato il fuoco, e con somma sorpresa, ma con altrettanto turbamento, dovette constatare che questa volta la viva fiamma bruciava in alto, sospesa nel vuoto. Si avvicinò al bagliore con titubanza, con rispetto, con il cuore palpitante, cosciente che doveva trattarsi di un segno celeste; quella luminosità era un segno soprannaturale. D'istinto si prostrò e pregò a lungo la Vergine Santissima.
Il buono e pio eremita per anni continuò a prostrarsi in preghiera nello stesso luogo mai rivelando il segreto che serbava in cuor suo. Una sera dei viandanti passando per di la videro quel fuoco. Anch'essi incuriositi si portarono sul posto, e la trovarono accanto al fuoco ardente il vecchio in preghiera. - Chi sei? Cosa fai qui? - e a queste domande il vecchio rispose: sono Pio l'eremita, e sto pregando. Se voi sapreste cogliere il senso del richiamo celeste, prostrandovi, preghereste anche voi.
Quella gente non comprese il messaggio, anzi se ne tornò in paese senza dare grande importanza all'accaduto. Il segreto custodito per anni fu svelato, perché il racconto di quanto s'era scoperto spinse la gente credente a recarsi sul posto. Li si unì in preghiera all'eremita Pio e molti furono quelli che ricevettero la grazia della guarigione. Fu quello luogo di miracolo, e la voce di quanto avveniva per volere celeste portò sul posto anche il principe Carafa di Roccella. Egli aveva una figlia muta di nome Isabella. L'uomo pio e devoto, partì con questa per il pellegrinaggio di speranza; la speranza che la figlia potesse riacquistare la parola. Intrapresero il cammino, e durante la galoppata nel bosco il vestito di Annabella si impigliò in un rovo e la ragazza esclamò: Maria Santissima di Crochi!
Il principe stupito, con gran gioia nel cuore, sentì dirsi dalla figlia di aver visto una bellissima fanciulla, perciò l'esclamazione e quindi il dono della parola, non per il danno subito. Continuarono il cammino verso il luogo della fiamma ardente e li, accanto a Pio, inginocchiatisi ringraziarono il signore e cantarono inni a Maria Santissima di Crochi.
In quel posto il principe Carafa volle che fosse subito edificato un Santuario e dome promessa di voto fosse scolpita anche una statua della Madonna così come apparsa in visione alla figlia Annabella.
Il fiume Amusa con una sua piena distrusse il monumento testimone del miracoloso evento. Questo infatti fu sommerso e si salvò solo la statua.
Il popolo voleva ricostruirlo ma in una posizione più in alto e al sicuro dal fiume in piena. La scelta fu coronata dall'inizio dei lavori, ma quanto veniva costruito durante la giornata il mattino successivo risultava distrutto. Si ritentò, ma ogni volta con la stessa sorte fino a quando una sera la gente notò brillare un fuoco sul posto dell'antico Santuario. Si comprese così il messaggio della Vergine e li i devoti di Crochi costruirono il nuovo Santuario, quello che oggi tutti possono ammirare, quello in cui la Mamma Santissima con le braccia conserte stringe tutti e tutti accoglie.
Incredibilmente, ogni anno, in un fine settimana che cade nella prima metà di settembre, quei luoghi che nel resto dell'anno appaiono quasi deserti, vengono animati da migliaia di pellegrini, infatti in quei giorni viene celebrata una festa in onore alla Madonna. sul greto dell'Amusa si radunano tutte le genti dei vicini abitati, attratti, oltre che dalla devozione verso la Madonna, anche per le sagre della carne di capra, delle frittole e delle salsicce di maiale, cucinate e degustate in particolarei costruzioni denominate "baracche"

 

 

 

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WM Angelo Piscioneri

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ultimo aggiornamento 07/01/2008